Ravenna

Il porto di Ravenna è un’infrastruttura situata lungo tutta l’area demaniale del Canale Candiano, includendo le dighe foranee e parte della valle Piomboni. Il porto di Ravenna è costituito dal complesso delle aree produttive e commerciali che si affacciano sul Canale Candiano, via d’acqua navigabile che si sviluppa per circa 11 km dall’abitato al mare.

Le banchine di attracco a – 9,40 m si sviluppano per 8 km complessivi. Di essi, 2,5 km sono costituiti da un complesso di tre darsene affiancate («Darsena San Vitale»). Le aree portuali si estendono per 2.080 ettari. I piazzali di deposito occupano oltre 887.300 m², quelli per container e rotabili 415.000 m². I magazzini per rinfuse hanno la capienza di 1.772.900 m3. I serbatoi di deposito sono 217 per liquidi petroliferi, 115 per prodotti chimici, 88 per alimenti e 34 per usi vari.
Le banchine, attrezzate con le più moderne tecnologie, sono specializzate nel carico e scarico di container, legnami, prodotti metallurgici, rinfuse ed altri tipi di merce. Avanzati sistemi informatici controllano tutte le operazioni di imbarco/sbarco, movimentazione e stoccaggio. I piazzali di stoccaggio sono serviti da binari ferroviari.

Le origini di Porto Corsini risalgono alla prima metà del Settecento. Nacque come porto della città in sostituzione dell’antico scalo esistente alla foce canale Panfilio (o Pamfilio), posto pochi km a sud-est della città (l’unica vestigia del porto Candiano oggi visibile è la “Torraccia”, torre di avvistamento e di guardia). Verso il 1737 il Panfilio fu scelto come nuovo alveo dei Fiumi Uniti. Sul corso d’acqua, infatti, furono fatti confluire artificialmente i fiumi Ronco e Montone. L’antico porto canale venne abbandonato.

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