
Civitavecchia (Roma)
Il porto di Civitavecchia, fondato dall’imperatore Traiano del 108 D.C. come porta di Roma, ha rappresentato per molti secoli il fulcro degli scambi e dei contatti tra i popoli dell’antico “Mare Nostrum”.
Ancora oggi, Civitavecchia conserva questa posizione privilegiata tanto da rivestire all’interno della logica del Network un ruolo di primaria importanza. Grazie alle sue caratteristiche geografiche e geofisiche uniche, punta in assoluto a diventare il primo scalo in Italia, soprattutto per le sue potenzialità di sviluppo, garantite da diversi milioni di metri quadrati di aree retroportuali disponibili, per cui negli anni scorsi è stato avviato uno studio di fattibilità per la creazione di un districtpark.
Il porto, modello nel panorama infrastrutturale italiano sia per le modalità e la tempistica di realizzazione delle opere previste dal nuovo piano regolatore portuale, che per la sua gestione, è stato diviso in due macro aree dalle dinamiche di mercato diverse: a sud, nel porto storico, quella dedicata al turismo e al diportismo, con la creazione di uno dei Marine Yachting più suggestivi ed affascinanti del Mediterraneo; a nord l’area per i traffici commerciali, la pesca e il cabotaggio. Il tutto “difeso” dall’antemurale Cristoforo Colombo, trasformato in uno dei terminal crociere più lunghi del mondo.
Oggi il porto di Civitavecchia può contare su circa 2.000.000 mq di banchine, 28 attracchi operativi da 100 a 400 m di lunghezza, per circa 15 km di accosti, con pescaggi fino a 18 metri e fondali rocciosi.
Il piano operativo triennale prevede investimenti dell’Autorità Portuale nello scalo di Civitavecchia per circa 700 milioni di euro, di cui 280 milioni sono già stati reperiti.
Qui nasceranno le prime due banchine elettrificate del Mediterraneo, si sperimenterà la tecnologia che consentirà di alimentare a gas le navi in sosta, e si produrrà energia dal moto ondoso con i cassoni Rewec3.
Con il Ministero dei Beni culturali, sono allo studio nuovi inediti percorsi museali in porto, alla scoperta degli straordinari reperti venuti alla luce con gli ultimi scavi, dopo il restauro dei beni archeologici e monumentali locali, come il Forte di Michelangelo, le mura di Urbano VIII, la Fontana di Vanvitelli e la Porta Livorno, che diventano un’attrazione per chi sbarca a Civitavecchia e che presto si troverà di fronte ad un autentico gioiello, un connubio di eccellenze, tra valorizzazione dei beni culturali ed economia che ne deriva, con il grande Acquario del Porto di Traiano, ed il Marina Yachting più suggestivo del mondo.
Il PIL portuale cresciuto, nonostante la crisi economica, un utile di esercizio dell’Autorità Portuale che è arrivato anche a 15 milioni di euro, tutti reinvestiti in nuove infrastrutture, ossia 31 volte l’utile netto del 2010.
Quattro i pilastri su cui poggiano questi risultati così importanti: programmazione e realizzazione di infrastrutture per attrarre nuovi traffici; trasparenza e legalità; tutela ambientale e valorizzazione dei beni culturali.
Già oggi, il Network riversa nelle casse dello Stato 1 miliardo e 100 milioni di euro l’anno, tra Iva e accise, 300 milioni in più rispetto a quanto avveniva 4 anni fa.
Sono questi i numeri del Modello Civitavecchia, che si sviluppa a partire dall’Intesa Generale Quadro firmata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che consentirà di far crescere ulteriormente gli scali laziali e di realizzare così una nuova ed importante Piattaforma Logistica Intermodale al servizio del Paese.
Un’intesa con cui sono stati riconosciuti come priorità strategiche per l’Italia l’attuazione del secondo lotto delle opere strategiche del porto di Civitavecchia, il completamento delle infrastrutture da destinare ai nuovi attracchi per navi da crociera di ultima generazione, la riorganizzazione degli accessi marittimi attraverso l’apertura della bocca a sud ed il ponte di collegamento con l’antemurale, la riorganizzazione degli accessi stradali ed il completamento della ristrutturazione del porto storico.